Inverardi e Foglio da medaglia ai Tricolori

 

Medaglie di marca bresciana ai Tricolori di atletica paralimpica. Il settore paralimpico del CusBrescia ha infatti partecipato con profitto ai Campionati nazionali Fispes di atletica leggera, andati in scena lo scorso week-end su pista e pedane dello stadio comunale Armando Picchi di Jesolo. Tre i portacolori del Cus scesi in pista in Veneto, di cui due capaci di salire sul podio tricolore nelle categorie non vedenti e ipovedenti, dove l’atleta gareggia accompagnato da una guida. Sandra Inverardi si è imposta nei 400 e negli 800 metri T11, mentre sulle medesime distanze, ma nella categoria T12, Davide Foglio è stato due volte secondo. A scendere in pista negli 800 e nei 1500 metri T12 è stato anche un terzo portacolori del Cus, Qadeer Ashgar, che ha gareggiato fuori classifica, poiché in attesa della cittadinanza italiana. La 42enne Sandra Inverardi, residente in città, è presidente della sezione bresciana dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uici), il 49enne Davide Foglio, è coordinatore della Commissione sport dell’Uici, mentre il 30enne Qadeer Asghar, nato in Pakistan è da 14 anni a Brescia, dove lavora come centralinista. «La fratellanza sportiva è il punto cardine della realtà paralimpica del Centro universitario sportivo di Brescia. Il linguaggio sportivo è universale, supera confini, religioni, ideologie e abilità.

Lo sport possiede la capacità di unire le persone,creando ponti e favorendo il dialogo e l’accoglienza», racconta Barbara Vistarini, dirigente della sezione atletica e del settore paralimpico del Cus Brescia, che a due anni dalla sua costituzione «si fa portavoce di un’idea forte dello sport inclusivo, dei suoi diritti, delle sue potenzialità e risorse». A Jesolo è stato protagonista anche un altro sodalizio bresciano. la Polisportiva disabili Vallecamonica, col mezzo fondista in carrozzina Giuseppe Romele, che ha gareggiato fuori classifica negli 800 e nei 1500 metri categoria T54, quella riservata agli atleti amputati. // MA.NIC.

Ringraziamo il giornalista Mario Nicoliello per l’articolo sul Giornale di Brescia
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